La tua sfida, il tuo obiettivo, quella vetta sportiva che insegui da quando sei salito in sella per la prima volta. Qualunque sia la disciplina che pratichi, ognuno si pone un obiettivo: un traguardo definito dalla propria idea di superamento dei limiti personali. Equell’obiettivo può essere raggiunto solo con una disciplina instancabile, giorno dopo giorno. Diventa così la solida base su cui costruire la versione migliore di te stesso.
Questo summit è un viaggio interiore.Una ricerca di senso, di sé stessi — quasi filosofica: cosa ti spinge, ogni giorno, a rimetterti in sella nonostante le difficoltà, la stanchezza e persino gli infortuni?
Gli atleti professionisti non fanno eccezione a questa riflessione.Il loro percorso personale è costellato di avversità: superare i propri limiti fisici e mentali, tornare a brillare dopo un infortunio, tracciare la propria strada o trionfare sul traguardo dopo anni di magra… ognuno di loro vede una vetta diversa,unica per il proprio sport e la propria personalità. È in questo specchio interiore, dove si riflette lo spirito della performance d’élite, che vi invitiamoa immergervi ogni settimana attraverso una serie didodici ritratti eccezionali.
Un ritratto intimo e personale, tanto affascinante quanto stimolante!
Anton Cooper – La saggezza del kiwi
A volte, l’ardore della gioventù porta con sé certezze fuorvianti. Anton Cooper lo sa meglio di chiunque altro, avendo un tempo immaginato di dominare il circuito di mountain bike XC entro i 30 anni. Ma in una carriera sportiva nulla va mai del tutto secondo i piani.Anton Cooper l’ha imparato a proprie spese. Ha messo da parte l’orgoglio di un giovane campione per superare i persistenti problemi fisicichelo hanno tenuto lontano dai podi mondiali. Il suo segreto? Una "volontà di soffrire" incrollabile e la capacità di trarre – da ogni ostacolo – una forza inesauribile per ritrovare il suo livello. In realtà, Anton Cooper è maturato.L'eterno campione neozelandese di MTB cross-country ora fa leva su questa resilienzadifronte al dolore. È ciò che gli ha permesso di classificarsi sesto alle Olimpiadi di Tokyo e di assicurarsi così tanti piazzamenti nella Top 10 nelle gare di Coppa del Mondo.La saggezza dell'All Black sta sfidando ancora una volta l'Europa!



Louis Reboul – L'arte della modellatura



Juliana Londono – Ambasciatrice della Colombia
In un gruppo femminile dominato in gran parte dalle nazioni europee,Juliana Londono spicca come una rara eccezione. La giovane colombiana, appena arrivata nella squadra Picnic PostNL, è una dellesole due cicliste a rappresentare il suo Paese nelle gare di massimo livello del World Tour. Indossando la maglia di campionessa nazionale – e a soli 20 anni – Juliana è un talento brillante dal sorriso radioso, ora pronta a brillare in tutta Europa.Ciclista su pista per formazione (e per talento), ha un obiettivo chiaro, ambizioso e preciso: diventare l’ambasciatrice del ciclismo femminile colombiano– uno sport a lungo oscurato dalla gloria dei suoi compatrioti maschi. Dal periodo trascorso al World Cycling Centre aititoli conquistatinei campionati panamericani su strada, la sua missione si colloca nello spazio tra le strade su cui intende lasciare il segno e la crescente popolaritàche vuole mettere al servizio degli altri.Perchédi una cosa è certa: la Colombia possiede un immenso potenziale ancora inesplorato.






Un velocista è un ciclista dalla personalità grintosa che detesta perdere. Fabio Jakobsen disprezza la sconfitta come si disprezzaun nemico troppo ostico: fin da giovanissimo, l’olandese ha categoricamente rifiutato il fallimento—una mentalità instillatagli dal padre e che, col tempo, è diventata il suo mantra incrollabile. Questa forza mentale — quasi incredibile — lo ha tirato fuori dai momenti più bui della sua vitaelo ha portato sempre più in alto nella classifica dei più grandi campioni della storia. In verità,Fabio Jakobsen è spinto da una forma di follia estremamente rara tra gli atleti: una scintilla che, anche quando sferzata da venti contrari, rifiuta di essere spenta dal destino. È anche questa profonda fiamma interiore che ora gli permette di guardare al resto della sua carriera con maggiore serenità. Libero da contrattempi fisici,Fabio è tornato più forte che mai, reso ancora più agguerrito dal suo intenso disgusto per la sconfitta.Ipodi lo aspettano!



Max Poole – Mettere tutto se stesso nella lotta
Ciclista e guerriero: l’analogia è ben fondata. Il ciclismo è una battaglia continua che mette in luce icaratteri più coraggiosi e gli atteggiamenti più audaci.MaxPoole appartiene a quella schiera di gladiatori che non mollano mai.Fa parte di una nuova generazione che dà il massimo in ogni garaeconta i frutti solo una volta tagliato il traguardo. Il ventiduenne britannico, specialista delle gare a tappe, affronta la battaglia sia fisica che mentale con un'intensità precoce: per luila vittoria è concepibile solo al termine di un lungo processo di impegno totale, in cui bisogna dare tutto. Vincere, sì — ma solo se questo significa lasciare un segno indelebile sulla gara. Max Poole possiede quel tocco cavalleresco, un'arma rara chepotrebbe condurlo alle più grandi vittorie di questo sport—compresii Grandi Giri?






Oscar Onley – L'attacco nel sangue
Quando al giovane Oscar, nella sua piccola città natale di Kelso, viene chiesto cosa sogna di diventare un giorno, la sua risposta è sorprendente: un ciclista da fuga.Il suo spirito d’attacco si è manifestato fin da piccolo. E con esso è emerso un giovane atleta che, nonostante la sua precocità, rifiuta di confondersi nella massa invisibile del gruppo. Oscar Onley si fa strada tenendo sempre a mente questa filosofia: non è stato forse grazie a incessanti battaglie da puro scalatore che si è aggiudicatola vittoria di tappa al Tour de Suisse e il 3° posto nella classifica generale? Eppure, lo scozzese punta più in alto, più lontano, più in grande — e vuole essere ricordato solo per la sua audacia. I Grandi Giri, con le loro tre settimane di gare elettrizzanti, sembrano destinati a diventare (o stanno già diventando)il suo terreno di gioco per mosse audaci. Ci aspettano grandi imprese? Senza dubbio. Ci vediamo al Tour de France, Oscar!






Ma poi lapista in legno ha lasciato il posto all’asfalto, meno indulgente, dove la ciclista italiana ha dato prova di una straordinaria tenacia. Rachele ha attinto a una fonte inesauribile – la fiducia in se stessa e il silenzio dello sforzo solitario – per tornare ai vertici del ciclismo. Si è rialzata per tornare dove si sente più viva: nel cuore del caos di uno sprint, con le gambe in fiamme e lo sguardo fisso sul traguardo.



Pavel Bittner èun perfezionista. Un idealista che crede nel fare le cose per bene e nel non lasciare nulla al caso: l'imprevedibilità non ha posto nel suo mondo. Alimentazione, allenamento, vita familiare ed equilibrio tra mente e bicicletta:il corridore ceco affronta ogni dettaglio con una mentalità fresca e assolutamente moderna. Trae forza da chi lo circonda — dall’energia dei suoi cari e dauna pratica meditativa sia in sella che fuori dalla bici—che gli conferisce un vantaggio in grado di condurlo alla vittoria nelle gare più importanti del mondo.
Per lui, l'equilibrio tra vita professionale e vita privata è la definizione stessa di successo. E questo si riflette nei suoi risultati, con vittorie conquistate a fatica, in particolare alla Vuelta del 2024.



Questo giovane puncheur, con il suo stile potente e raffinato, non si lascia intimidire da nessuno:la stabilità che ha trovato con la sua Xelius DRSèil suo biglietto d’ingresso per le competizioni più prestigiose di questo sport.
